Trasparenti alla Trascendenza. La via delle maschere alla conoscenza di sé - Giulio Vanzan
Esiste una stanza segreta e profonda nel cuore dellâUmanitĂ e nellâintimo di ogni uomo e di ogni donna, una stanza che apre a misteri sconosciuti e presenti solo nella fantasia di ogni bambino e di ogni poeta. Una stanza che Ă© solo nostra, personale di ciascuno, ma che accomuna tutte le persone del mondo da sempre, fin dalla preistoria, e ogni civiltĂ della Terra, dallâEuropa allâAsia, dallâAfrica allâOceania, dai Paesi Scandinavi allâIndonesia.
Una stanza di cui tutti abbiamo sentito parlare, ma che conosciamo ancora poco, perchĂ© Ă© lâanticamera della valle della libertĂ , del mare dei sogni, della montagna del cielo.
La conosci anche tu, e fin da bambino ci sei entrato, come un gioco a cui hai creduto con tutto te stesso, un sogno che ha trovato spazio nella tua vita, ma che poi ha perso la sua luce, ha smesso di pulsare ed Ă© stato relegato allo sgabuzzino dei ricordi, guardato magari ogni tanto con un sorriso malinconico per ritornare poi alle credenze del pragmatismo del quotidiano adulto.
Da bambini credevamo, credevamo pienamente che saremmo potuti essere qualcosâaltro, che potevamo essere di piĂč. Avevamo fede nel fatto che bastasse prendere un pezzo di cartone, di stoffa o di legno colorato, metterlo di fronte al volto per affermare con tutto il cuore di diventare allâimprowiso un eroe, una regina, una divinitĂ o un animale potentissimo.
E nulla al mondo avrebbe potuto scardinare questa fede, perchĂ© noi sentivamo nelle nostre vene, nel nostro corpo, nei nostri movimenti e nei nostri pensieri, che questo era vero: una veritĂ piĂč vera del reale!
Non eravamo chiusi e limitati a questa semplice identitĂ , frutto della costruzione sociale e psicologica dataci dallâeducazione, dai limiti imposti dalla famiglia, dalla religione, dalla scuola o dal lavoro. Avevamo unâaspirazione ad essere di piĂč e con tutto il nostro spirito, come un ramo che tende al sole per mescolarsi alla sua luce, affermavamo noi stessi e diventavamo in questo modo trasparenti a unâidea, a un sogno, a unâimmagine di noi che poteva diventare tutto.
CiĂČ che Ă© straordinario Ă© che ogni popolo della Terra ha da sempre creduto e celebrato questo speciale atteggiamento di fede nei suoi riti e nelle sue manifestazioni, come atto di fedeltĂ alla divinitĂ nascosta dentro ciascuno di noi, per risvegliarla attraverso una celebrazione, unâaffermazione di âSi!â profondo alla Vita e al Suo Mistero, attraverso lo strumento piĂč semplice ed elegante che esista: la maschera.
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Trasparenti alla Trascendenza. La via delle maschere alla conoscenza di sé - Giulio Vanzan
Trasparenti alla Trascendenza. La via delle maschere alla conoscenza di sé - Giulio Vanzan
Esiste una stanza segreta e profonda nel cuore dellâUmanitĂ e nellâintimo di ogni uomo e di ogni donna, una stanza che apre a misteri sconosciuti e presenti solo nella fantasia di ogni bambino e di ogni poeta. Una stanza che Ă© solo nostra, personale di ciascuno, ma che accomuna tutte le persone del mondo da sempre, fin dalla preistoria, e ogni civiltĂ della Terra, dallâEuropa allâAsia, dallâAfrica allâOceania, dai Paesi Scandinavi allâIndonesia.
Una stanza di cui tutti abbiamo sentito parlare, ma che conosciamo ancora poco, perchĂ© Ă© lâanticamera della valle della libertĂ , del mare dei sogni, della montagna del cielo.
La conosci anche tu, e fin da bambino ci sei entrato, come un gioco a cui hai creduto con tutto te stesso, un sogno che ha trovato spazio nella tua vita, ma che poi ha perso la sua luce, ha smesso di pulsare ed Ă© stato relegato allo sgabuzzino dei ricordi, guardato magari ogni tanto con un sorriso malinconico per ritornare poi alle credenze del pragmatismo del quotidiano adulto.
Da bambini credevamo, credevamo pienamente che saremmo potuti essere qualcosâaltro, che potevamo essere di piĂč. Avevamo fede nel fatto che bastasse prendere un pezzo di cartone, di stoffa o di legno colorato, metterlo di fronte al volto per affermare con tutto il cuore di diventare allâimprowiso un eroe, una regina, una divinitĂ o un animale potentissimo.
E nulla al mondo avrebbe potuto scardinare questa fede, perchĂ© noi sentivamo nelle nostre vene, nel nostro corpo, nei nostri movimenti e nei nostri pensieri, che questo era vero: una veritĂ piĂč vera del reale!
Non eravamo chiusi e limitati a questa semplice identitĂ , frutto della costruzione sociale e psicologica dataci dallâeducazione, dai limiti imposti dalla famiglia, dalla religione, dalla scuola o dal lavoro. Avevamo unâaspirazione ad essere di piĂč e con tutto il nostro spirito, come un ramo che tende al sole per mescolarsi alla sua luce, affermavamo noi stessi e diventavamo in questo modo trasparenti a unâidea, a un sogno, a unâimmagine di noi che poteva diventare tutto.
CiĂČ che Ă© straordinario Ă© che ogni popolo della Terra ha da sempre creduto e celebrato questo speciale atteggiamento di fede nei suoi riti e nelle sue manifestazioni, come atto di fedeltĂ alla divinitĂ nascosta dentro ciascuno di noi, per risvegliarla attraverso una celebrazione, unâaffermazione di âSi!â profondo alla Vita e al Suo Mistero, attraverso lo strumento piĂč semplice ed elegante che esista: la maschera.
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Esiste una stanza segreta e profonda nel cuore dellâUmanitĂ e nellâintimo di ogni uomo e di ogni donna, una stanza che apre a misteri sconosciuti e presenti solo nella fantasia di ogni bambino e di ogni poeta. Una stanza che Ă© solo nostra, personale di ciascuno, ma che accomuna tutte le persone del mondo da sempre, fin dalla preistoria, e ogni civiltĂ della Terra, dallâEuropa allâAsia, dallâAfrica allâOceania, dai Paesi Scandinavi allâIndonesia.
Una stanza di cui tutti abbiamo sentito parlare, ma che conosciamo ancora poco, perchĂ© Ă© lâanticamera della valle della libertĂ , del mare dei sogni, della montagna del cielo.
La conosci anche tu, e fin da bambino ci sei entrato, come un gioco a cui hai creduto con tutto te stesso, un sogno che ha trovato spazio nella tua vita, ma che poi ha perso la sua luce, ha smesso di pulsare ed Ă© stato relegato allo sgabuzzino dei ricordi, guardato magari ogni tanto con un sorriso malinconico per ritornare poi alle credenze del pragmatismo del quotidiano adulto.
Da bambini credevamo, credevamo pienamente che saremmo potuti essere qualcosâaltro, che potevamo essere di piĂč. Avevamo fede nel fatto che bastasse prendere un pezzo di cartone, di stoffa o di legno colorato, metterlo di fronte al volto per affermare con tutto il cuore di diventare allâimprowiso un eroe, una regina, una divinitĂ o un animale potentissimo.
E nulla al mondo avrebbe potuto scardinare questa fede, perchĂ© noi sentivamo nelle nostre vene, nel nostro corpo, nei nostri movimenti e nei nostri pensieri, che questo era vero: una veritĂ piĂč vera del reale!
Non eravamo chiusi e limitati a questa semplice identitĂ , frutto della costruzione sociale e psicologica dataci dallâeducazione, dai limiti imposti dalla famiglia, dalla religione, dalla scuola o dal lavoro. Avevamo unâaspirazione ad essere di piĂč e con tutto il nostro spirito, come un ramo che tende al sole per mescolarsi alla sua luce, affermavamo noi stessi e diventavamo in questo modo trasparenti a unâidea, a un sogno, a unâimmagine di noi che poteva diventare tutto.
CiĂČ che Ă© straordinario Ă© che ogni popolo della Terra ha da sempre creduto e celebrato questo speciale atteggiamento di fede nei suoi riti e nelle sue manifestazioni, come atto di fedeltĂ alla divinitĂ nascosta dentro ciascuno di noi, per risvegliarla attraverso una celebrazione, unâaffermazione di âSi!â profondo alla Vita e al Suo Mistero, attraverso lo strumento piĂč semplice ed elegante che esista: la maschera.












