Storie e tipi di Ordalie. A giudizio di Dio - Cesare Baudi di Vesme
âQuando il giudizio umano fa difetto, o perchĂ© Ăš circondato dalle tenebre dellâignoranza, o perchĂ© non si ricorre ai tribunali, allora, affinchĂ© la giustizia non sia trascurata, bisogna rivolgersi a colui che lâha tanto amata. CosĂŹ con libero consenso e non per odio, ma per amore della giustizia, facendo affrontare le forze dellâanima e del corpo, le parti si rimettono al giudizio di Dioâ.
Nel Medioevo, per stabilire lâinnocenza o la colpevolezza di un imputato, si ricorreva alle ordalie, ossia al giudizio divino. Era un metodo riconosciuto dalle varie legislazioni medievali, e consisteva in determinate prove il cui esito si concepiva come diretta manifestazione della volontĂ divina.
Sottoposte a precise condizioni e regole allo scopo di evitare frodi, falsitĂ o spergiuri, le ordalie resistettero nella pratica giudiziaria fino al XIII sec. circa, quando decaddero a fronte dellâaccresciuto vigore che lâautoritĂ centrale andava riacquistando in ciascuna nazione dâEuropa.
Cesare Baudi di Vesme ripercorre, in questo testo, in maniera precisa e meticolosa, la grande popolarità di questa pratica giudiziaria, senza tralasciare la loro connessione originaria alle superstizioni pagane.
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Storie e tipi di Ordalie. A giudizio di Dio - Cesare Baudi di Vesme
Storie e tipi di Ordalie. A giudizio di Dio - Cesare Baudi di Vesme
âQuando il giudizio umano fa difetto, o perchĂ© Ăš circondato dalle tenebre dellâignoranza, o perchĂ© non si ricorre ai tribunali, allora, affinchĂ© la giustizia non sia trascurata, bisogna rivolgersi a colui che lâha tanto amata. CosĂŹ con libero consenso e non per odio, ma per amore della giustizia, facendo affrontare le forze dellâanima e del corpo, le parti si rimettono al giudizio di Dioâ.
Nel Medioevo, per stabilire lâinnocenza o la colpevolezza di un imputato, si ricorreva alle ordalie, ossia al giudizio divino. Era un metodo riconosciuto dalle varie legislazioni medievali, e consisteva in determinate prove il cui esito si concepiva come diretta manifestazione della volontĂ divina.
Sottoposte a precise condizioni e regole allo scopo di evitare frodi, falsitĂ o spergiuri, le ordalie resistettero nella pratica giudiziaria fino al XIII sec. circa, quando decaddero a fronte dellâaccresciuto vigore che lâautoritĂ centrale andava riacquistando in ciascuna nazione dâEuropa.
Cesare Baudi di Vesme ripercorre, in questo testo, in maniera precisa e meticolosa, la grande popolarità di questa pratica giudiziaria, senza tralasciare la loro connessione originaria alle superstizioni pagane.
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âQuando il giudizio umano fa difetto, o perchĂ© Ăš circondato dalle tenebre dellâignoranza, o perchĂ© non si ricorre ai tribunali, allora, affinchĂ© la giustizia non sia trascurata, bisogna rivolgersi a colui che lâha tanto amata. CosĂŹ con libero consenso e non per odio, ma per amore della giustizia, facendo affrontare le forze dellâanima e del corpo, le parti si rimettono al giudizio di Dioâ.
Nel Medioevo, per stabilire lâinnocenza o la colpevolezza di un imputato, si ricorreva alle ordalie, ossia al giudizio divino. Era un metodo riconosciuto dalle varie legislazioni medievali, e consisteva in determinate prove il cui esito si concepiva come diretta manifestazione della volontĂ divina.
Sottoposte a precise condizioni e regole allo scopo di evitare frodi, falsitĂ o spergiuri, le ordalie resistettero nella pratica giudiziaria fino al XIII sec. circa, quando decaddero a fronte dellâaccresciuto vigore che lâautoritĂ centrale andava riacquistando in ciascuna nazione dâEuropa.
Cesare Baudi di Vesme ripercorre, in questo testo, in maniera precisa e meticolosa, la grande popolarità di questa pratica giudiziaria, senza tralasciare la loro connessione originaria alle superstizioni pagane.












