La Pratica del Lojong - Traleg Kyabgon
Le pratiche preliminari - Lo sviluppo del bodhicit-ta - Trasformare le avversità nel cammino del risveglio - Mantenere la pratica per tutta la vita - Gli impegni e le linee guida dell’addestramento mentale: è questa, sintetizzata nei sette punti del lojong, la via del bodhisattva verso l’illuminazione.
Gli insegnamenti tradotti e commentati in questo volume risalgono alla grande tradizione del buddhismo mà hayà na indiano, che vanta tra i suoi massimi esponenti bà ntideva e Atìsa. Entrambi basavano la pratica buddhista sulla coltivazione del bodhicitta, la mente rivolta al risveglio, tramite due semplici quanto fondamentali atteggiamenti mentali: il mettersi al posto degli altri e il considerarsi identici agli altri.
Al momento di diffondere il buddhismo in Tibet, Atìsa si concentrò sui più sobri insegnamenti mà hayà na adatti ai praticanti di ogni livello, e aderì al movimento del lojong kadampa, un particolare lignaggio che sintetizzava la vasta letteratura buddhista in istruzioni essenziali per la meditazione.
Riallacciandosi a questa tradizione rimasta ininterrotta dal decimo secolo ai nostri giorni, Traleg Kyabgon presenta in questo volume le cinquantanove frasi del lojong, pensate per addestrare la mente a comprendere pienamente la sua natura e per trasformare gradualmente le nostre imperfezioni nelle perfezioni del bodhisattva. Il suo commento, arricchito da numerose citazioni tratte da maestri antichi e contemporanei, vuole essere un antidoto alla mentalità vittimistica così diffusa tra gli occidentali, giacché incolpare gli altri della propria infelicità , senza assumersi la responsabilità delle proprie azioni, non fa che renderla più oppressiva.
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Le pratiche preliminari - Lo sviluppo del bodhicit-ta - Trasformare le avversità nel cammino del risveglio - Mantenere la pratica per tutta la vita - Gli impegni e le linee guida dell’addestramento mentale: è questa, sintetizzata nei sette punti del lojong, la via del bodhisattva verso l’illuminazione.
Gli insegnamenti tradotti e commentati in questo volume risalgono alla grande tradizione del buddhismo mà hayà na indiano, che vanta tra i suoi massimi esponenti bà ntideva e Atìsa. Entrambi basavano la pratica buddhista sulla coltivazione del bodhicitta, la mente rivolta al risveglio, tramite due semplici quanto fondamentali atteggiamenti mentali: il mettersi al posto degli altri e il considerarsi identici agli altri.
Al momento di diffondere il buddhismo in Tibet, Atìsa si concentrò sui più sobri insegnamenti mà hayà na adatti ai praticanti di ogni livello, e aderì al movimento del lojong kadampa, un particolare lignaggio che sintetizzava la vasta letteratura buddhista in istruzioni essenziali per la meditazione.
Riallacciandosi a questa tradizione rimasta ininterrotta dal decimo secolo ai nostri giorni, Traleg Kyabgon presenta in questo volume le cinquantanove frasi del lojong, pensate per addestrare la mente a comprendere pienamente la sua natura e per trasformare gradualmente le nostre imperfezioni nelle perfezioni del bodhisattva. Il suo commento, arricchito da numerose citazioni tratte da maestri antichi e contemporanei, vuole essere un antidoto alla mentalità vittimistica così diffusa tra gli occidentali, giacché incolpare gli altri della propria infelicità , senza assumersi la responsabilità delle proprie azioni, non fa che renderla più oppressiva.
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Le pratiche preliminari - Lo sviluppo del bodhicit-ta - Trasformare le avversità nel cammino del risveglio - Mantenere la pratica per tutta la vita - Gli impegni e le linee guida dell’addestramento mentale: è questa, sintetizzata nei sette punti del lojong, la via del bodhisattva verso l’illuminazione.
Gli insegnamenti tradotti e commentati in questo volume risalgono alla grande tradizione del buddhismo mà hayà na indiano, che vanta tra i suoi massimi esponenti bà ntideva e Atìsa. Entrambi basavano la pratica buddhista sulla coltivazione del bodhicitta, la mente rivolta al risveglio, tramite due semplici quanto fondamentali atteggiamenti mentali: il mettersi al posto degli altri e il considerarsi identici agli altri.
Al momento di diffondere il buddhismo in Tibet, Atìsa si concentrò sui più sobri insegnamenti mà hayà na adatti ai praticanti di ogni livello, e aderì al movimento del lojong kadampa, un particolare lignaggio che sintetizzava la vasta letteratura buddhista in istruzioni essenziali per la meditazione.
Riallacciandosi a questa tradizione rimasta ininterrotta dal decimo secolo ai nostri giorni, Traleg Kyabgon presenta in questo volume le cinquantanove frasi del lojong, pensate per addestrare la mente a comprendere pienamente la sua natura e per trasformare gradualmente le nostre imperfezioni nelle perfezioni del bodhisattva. Il suo commento, arricchito da numerose citazioni tratte da maestri antichi e contemporanei, vuole essere un antidoto alla mentalità vittimistica così diffusa tra gli occidentali, giacché incolpare gli altri della propria infelicità , senza assumersi la responsabilità delle proprie azioni, non fa che renderla più oppressiva.












