Da Orfeo a Pitagora - Nuccio D'Anna
Dalle estasi arcaiche all'armonia cosmica
La religiositĂ misterica nella Magna Grecia Ăš intimamente connessa alla presenza di un vasto corredo di culti iniziatici. Queste forme di religiositĂ sono a volte osmotiche ed altre volte contrastanti con la stabile cosmologia olimpica. I famosi e misteriosi âgoetiâ, ad esempio, (purificatori e guaritori) collegati a culti molto antichi, sembrano evocare fortemente lâidea di uno sciamanesimo primordiale comune a tutta lâarea panellenica. Questi esseri, a metĂ strada fra il mago e il sacerdote, vantavano spesso filiazioni divine, ed esiste tutta una cosmogonia primordiale che ne giustifica le potenzialitĂ misteriche e salvifiche.
Il testo si sofferma sulle âprescrizioni" formali, sui âcomportamentiâ pitagorici, cosĂŹ come abbondantemente riportati da Giamblico e da Proclo, e sulla loro formulazione attraverso i âsymbola â che ne occultano il senso, spesso dietro una apparente semplicitĂ etica.
Viene quindi specificamente riesaminato il simbolismo di Mnemosine, in una chiave eminentemente pitagorica, ricordando la funzione che Diogene Laerzio (che rinvia a sua volta ad un testo perduto di Poly store) fa assumere alla dottrina del sangue, come veicolo animico, e a quella del âsoffio â o respiro, come elemento vivificatore e animatore del sangue stesso. CiĂČ richiama tutta una serie di termini, spesso affrettatamente tradotti in passato, che ipotizzano un âarticolata metodologia realizzativa, basata anche sulle tecniche del respiro e sul ârefrigerio dellâanimaâ soccorsa da tale respiro âfresco â a causa di Mnemosine.
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Da Orfeo a Pitagora - Nuccio D'Anna
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Dalle estasi arcaiche all'armonia cosmica
La religiositĂ misterica nella Magna Grecia Ăš intimamente connessa alla presenza di un vasto corredo di culti iniziatici. Queste forme di religiositĂ sono a volte osmotiche ed altre volte contrastanti con la stabile cosmologia olimpica. I famosi e misteriosi âgoetiâ, ad esempio, (purificatori e guaritori) collegati a culti molto antichi, sembrano evocare fortemente lâidea di uno sciamanesimo primordiale comune a tutta lâarea panellenica. Questi esseri, a metĂ strada fra il mago e il sacerdote, vantavano spesso filiazioni divine, ed esiste tutta una cosmogonia primordiale che ne giustifica le potenzialitĂ misteriche e salvifiche.
Il testo si sofferma sulle âprescrizioni" formali, sui âcomportamentiâ pitagorici, cosĂŹ come abbondantemente riportati da Giamblico e da Proclo, e sulla loro formulazione attraverso i âsymbola â che ne occultano il senso, spesso dietro una apparente semplicitĂ etica.
Viene quindi specificamente riesaminato il simbolismo di Mnemosine, in una chiave eminentemente pitagorica, ricordando la funzione che Diogene Laerzio (che rinvia a sua volta ad un testo perduto di Poly store) fa assumere alla dottrina del sangue, come veicolo animico, e a quella del âsoffio â o respiro, come elemento vivificatore e animatore del sangue stesso. CiĂČ richiama tutta una serie di termini, spesso affrettatamente tradotti in passato, che ipotizzano un âarticolata metodologia realizzativa, basata anche sulle tecniche del respiro e sul ârefrigerio dellâanimaâ soccorsa da tale respiro âfresco â a causa di Mnemosine.
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Dalle estasi arcaiche all'armonia cosmica
La religiositĂ misterica nella Magna Grecia Ăš intimamente connessa alla presenza di un vasto corredo di culti iniziatici. Queste forme di religiositĂ sono a volte osmotiche ed altre volte contrastanti con la stabile cosmologia olimpica. I famosi e misteriosi âgoetiâ, ad esempio, (purificatori e guaritori) collegati a culti molto antichi, sembrano evocare fortemente lâidea di uno sciamanesimo primordiale comune a tutta lâarea panellenica. Questi esseri, a metĂ strada fra il mago e il sacerdote, vantavano spesso filiazioni divine, ed esiste tutta una cosmogonia primordiale che ne giustifica le potenzialitĂ misteriche e salvifiche.
Il testo si sofferma sulle âprescrizioni" formali, sui âcomportamentiâ pitagorici, cosĂŹ come abbondantemente riportati da Giamblico e da Proclo, e sulla loro formulazione attraverso i âsymbola â che ne occultano il senso, spesso dietro una apparente semplicitĂ etica.
Viene quindi specificamente riesaminato il simbolismo di Mnemosine, in una chiave eminentemente pitagorica, ricordando la funzione che Diogene Laerzio (che rinvia a sua volta ad un testo perduto di Poly store) fa assumere alla dottrina del sangue, come veicolo animico, e a quella del âsoffio â o respiro, come elemento vivificatore e animatore del sangue stesso. CiĂČ richiama tutta una serie di termini, spesso affrettatamente tradotti in passato, che ipotizzano un âarticolata metodologia realizzativa, basata anche sulle tecniche del respiro e sul ârefrigerio dellâanimaâ soccorsa da tale respiro âfresco â a causa di Mnemosine.












